venerdì, maggio 07, 2010

corsi e ricorsi

Siamo nel 1931. La Germania, come la Grecia di oggi, era sull'orlo della bancarotta. Occorreva l’aiuto dei Paesi più importanti. Ma la Francia, che disponeva di enormi riserve valutarie, pose condizioni politiche inaccettabili a Berlino. La Gran Bretagna esitò a impegnare le proprie più esigue riserve, ritenute indispensabili alla difesa della sterlina. Gli altri paesi europei erano troppo piccoli per muoversi senza le due principali potenze finanziarie. Negli Usa, preoccupati dalla propria crisi del 1929 (proprio come oggi per la crisi del 2008), l'opinione pubblica non vedeva favorevolmente impegni in Europa. Si persero settimane preziose. Alla fine, priva di sostegni, la Germania limitò drasticamente l'esportazione dei capitali e sospese il rimborso di tutti i prestiti esteri.
Allora, come oggi, l'azione collettiva internazionale rispondeva anzitutto alla logica della politica interna di ogni paese, ma il ritardo fu fatale. Il delicato sistema sociale e politico di Weimar fu ferito a morte. La sterlina, attaccata dalla speculazione in un classico caso di contagio, fu sganciata dall'oro e svalutata. Crollò il sistema dei cambi fissi. Le banche americane persero gli ingenti capitali investiti in Germania. La Francia dovette comunque rinunciare alle riparazioni. E Hitler salì al potere.

La storia non è mai destinata a ripetersi certo anche perché l'Unione monetaria europea è costruzione solida, non paragonabile al fragile gold standard degli anni 30, però…...

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