L’economia del Lazio – Convegno presentato da Banca d’Italia 15 novembre 2011 aula magna rettorato università roma tre
Guido Fabiani –rettore università
30.000 studenti laureati nel lazio ogni anno. Pericolo tensioni in università. Le potenzialità ci sono ma bisogna puntare decisamente sui giovani.
Giuseppe Pecoraro – Prefetto di Roma
Conferma forti tensioni. Gli studenti vedono davanti a loro solo precari. Prospettive scarse. 17 nov prevista manifestazione fuori regole.
Ottima valutazione dell’”Osservatorio sul credito” voluto da Tremonti/Maroni. Ha permesso di capire le cause delle tensioni e di trasferire tali notizie al governo.
Paolo Galiani – Direttore Sede Banca Italia Roma
Nel XXI secolo l’istruzione è irrinunciabili ma non basta. Bisogna saper fare, saper essere, avere capacità di risolvere i problemi e creatività
Marco Magnani – Capo Servizi Studi Banca Italia
Il fatto che non si fanno crescere i giovani è il problema principale italiano. Economia italiana ampiamente al di sotto di tutti i paese europei in tutti i parametri. Le prospettive sono anche più negative (occupazione in calo con trend anche peggiore; le esportazioni ancora reggono; settore delle costruzioni in fase recessiva accentuata; rallentamento erogazione prestiti; dal 93 in poi la performance della produttività è stata sconfortante.)
Problemi:
Purtroppo le persone maggiormente istruite non vengono premiate economicamente
La precarietà è un problema perché siamo l’unico paese dove non c’è un welfare a sostegno
Da metà degli anni 90 gli stipendi di ingresso sono in discesa e i profili di carriera praticamente non esistono.
Siamo bravi esportatori ma siamo piccoli e non investiamo. Ciò diventa un problema nel momento in cui i mercati di sbocco principali sono quelli asiatici.
Non ci sono norme che regolino e facilitino la concorrenza
La lentezza della giustizia civile porta incertezza e di conseguenza difficoltà alle aziende (è stato valutato come ciò erodi il 20% del fatturato delle aziende manifatturiere.
Dall’altra parte la nostra economia è ancora forte:
Il settore manifatturiero è il secondo in europa, le famiglie sono poco indebitate, le banche sono solide, non c’è bolla speculativa
Occorre:
Migliorare i servizi pubblici prendendo spunto dalle prove invalsi per la scuola. Investire sulle infrastrutture. Ridurre carico fiscale
Nel Lazio la domanda dall’estero è ancora forte anche se le prospettive sono in peggioramento e comunque le esportazioni rappresentano l’8% del PIL (il settore farmaceutico è andato forte e il turismo è in ripresa grazie alle presenze straniere)
Intermediazione finanziaria
Prestiti in diminuzione tranne che per le grandi imprese. Comunque la domanda di prestiti è crollata per gli investimenti ed è cresiuta per la ristrutturazione del debito. Incremento dei margini delle banche per le posizioni più rischiose. Ancora non c’è una vera contrazione del credito. Si rileva un deciso peggioramento della qualità del credito particolarmente causato dal settore delle costruzioni.
0 commenti:
Posta un commento